Il 1926, situandosi al culmine della fase matura del muto e anticipando le rivoluzioni formali imposte di lì a poco dall’avvento del sonoro, costituisce un momento ambivalente di cristallizzazione e transizione per l’arte cinematografica. Attraverso titoli cardinali come Faust e I misteri di un’anima, si osserva la piena realizzazione dell’espressionismo tedesco e al contempo la sua virata verso un profondo realismo psicologico. Contemporaneamente, il cinema francese propone con Ménilmontant e Rien que les heures significative incursioni nell’avanguardia poetica e nella nascente sensibilità per la sinfonia metropolitana. A est, La madre fornisce un esempio canonico dello stile sovietico, unendo l’epica politica all’analisi intimista. La visione di queste opere, a un secolo di distanza, offre una chiave di lettura privilegiata sulle dinamiche formali e ideologiche che hanno plasmato il linguaggio cinematografico moderno. Esse rappresentano la summa stilistica e concettuale di un’epoca che stava per concludersi, rendendole materiale critico e storiografico imprescindibile.
Tutte le proiezioni si svolgeranno presso Cinemazero alle ore 20:45 e saranno precedute da un’introduzione critica.
calendario proiezioni

Martedì 27 gennaio 2026
FAUST (Faust – Eine deutsche Volkssage). Friedrich Wilhelm Murnau. Germania, 1926, 116′
Murnau corona l’ambiziosa impresa di adattare il Faust di Goethe, sua ultima pellicola prodotta in Germania. L’opera si apre con la drammatica irruzione dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse e il dialogo tra l’arcangelo Gabriele e il demone Mefistofele, che scommette sulla corruzione dell’anima del dottor Faust. Il film è un trionfo di sperimentazione formale, con scenografie che spaziano dal realismo all’espressionismo e un sublime gioco di luci e ombre curato da Carl Hoffmann.

Martedì 24 febbraio 2026
LA MADRE (Мать). Vsevolod Pudovkin. Unione Sovietica, 1926, 90′
Tratto dal romanzo di Gor’kij, segna l’inizio del realismo socialista. La protagonista Nilvona Vlasova, inizialmente sottomessa e disperata, subisce una trasformazione spinta dall’esempio del figlio Pavel, operaio socialista. La sua “rivolta” personale per la dignità e la libertà si inserisce in una natura evocativa che fonde romanticismo e realtà.

Martedì 31 marzo 2026
MÉNILMONTANT. Dimitrij Kirsanov. Francia, 1926, 37′.
Musicato dal vivo da Juri Dal Dan e Massimo De Mattia.
Film senza didascalie che narra il tragico destino di due sorelle orfane a Parigi. Girato en plein air con tecniche d’avanguardia, fu un successo immediato e un trionfo personale per l’attrice Sibirskaia.
a seguire:
RIEN QUE LES HEURES. Alberto Cavalcanti. Francia, 1926, 47′.
Musicato dal vivo da Juri Dal Dan e Massimo De Mattia.
Prototipo delle sinfonie urbane, il film cattura il ritmo frenetico di Parigi attraverso montaggio ritmico e sovrapposizioni, senza dimenticare la dimensione sociale e il contrasto tra ricchezza e sopravvivenza

Martedì 28 aprile 2026
I MISTERI DI UN’ANIMA (Geheimnisse einer Seele). Georg Wilhelm Pabst. Germania, 1926, 97′.
Uno dei primi film freudiani della storia, realizzato con la consulenza di allievi di Freud. Pabst esplora l’abisso interiore del chimico Martin attraverso un linguaggio visionario fatto di coltelli affilati, scale a spirale e sovrimpressioni, creando un “armamentario di codici visionari”.