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Aspettando Pordenone Docs Fest 26

8 documentari, 8 serate, 8 temi diversi, 8 appuntamenti speciali di Aspettando Pordenone Docs Fest per prepararsi al meglio alla XIX edizione del festival del cinema documentario che quest’anno
si terrà dal 25 al 29 marzo a Cinemazero.
Come sempre una proposta molto varia e articolata per riflettere insieme sulla nostra realtà, sull’attualità e su visioni ed esperienze che formano il presente.
Spazio a temi quali l’omicidio di Giulio Regeni, il terrorismo rosso, le migrazioni, i diritti dei minori, la situazione in Iran, la guerra in Ucraina la Palestina e Gaza, la dittatura in Albania… la storia e la politica contemporanea, i conflitti, le battaglie sociali, attraversando Paesi, oltre quelli già citati, come Polonia, Bielorussia, Afghanistan, Serbia, Bosnia, per un percorso selezionato – e di grande qualità – per ricordare il passato, vivere il presente e riflettere sul futuro.

Venerdì 30 gennaio | h 20.45

Giulio Regeni – Tutto il male del mondo (Simone Manetti. Italia, 2026. 70’)

Il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016.
Un documentario che ripercorre il caso di Giulio Regeni, tra verità negate, indagini spezzate e silenzi che pesano come macigni. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio e Paola: un padre e una madre che hanno trasformato il dolore in coraggio, sfidando la dittatura di al-Sisi. Con loro, la voce dell’avvocata Alessandra Ballerini, nella battaglia che dopo otto anni ha condotto al processo contro quattro agenti egiziani. Un racconto di amore, giustizia e resistenza.
Interviene il regista Simone Manetti

Giovedì 5 febbraio | h 20.45

The Guest (Zvika Gregory Portnoy e Zuzanna Solakiewicz. Polonia, Qatar, 2024. 78’)
L’incontro – poetico e intenso – tra una famiglia polacca e un giovane rifugiato siriano, bloccato nei boschi al confine con la Bielorussia, racconta le tensioni di una crisi migratoria divenuta terreno di scontro politico.
Nel 2021 il confine tra Polonia e Bielorussia diventa una terra di nessuno, dove i rifugiati restano intrappolati in un crudele gioco politico. Maciek accoglie in casa Alhyder, giovane siriano stremato. Tra paura, attesa e scelte impossibili, nasce un legame fragile e umano. Un documentario intimo che, senza clamore, racconta lo stallo, il pericolo e la forza silenziosa della solidarietà.

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Nell’occasione verrà presentato il cortometraggio La scuola Penny Wirton di Pordenone realizzato da Cinemazero e Pordenone Docs Fest che da poco inaugurata ha lo scopo di insegnare l’Italiano ai minori stranieri non accompagnati: in Friuli Venezia Giulia sono ben 700, ciascuno con il proprio peso dei traumi subiti durante viaggi dolorosi e lunghi.
In collaborazione con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, Penny Wirton Pordenone, Associazione Immigrati Pordenone, Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone.

Mercoledì 11 febbraio | h 20.45
Toni, mio padre (Anna Negri. Italia, 2025. 109’)
Interviene la regista Anna Negri

Un ritratto intimo e sincero del rapporto tra la regista e suo padre, Toni Negri, che intreccia memoria personale e storia collettiva in un dialogo profondo tra affetti, politica e libertà.
A quattordici anni Anna vede suo padre Toni Negri arrestato, accusato di essere il capo occulto del terrorismo italiano negli anni di piombo. Anni dopo, da quell’assenza nasce un film: un dialogo intimo tra una figlia e un padre al tramonto. A Venezia, sapendo che sarà l’ultima volta, camminano insieme tra parole essenziali e silenzi carichi di senso. È il racconto di due generazioni ferite che provano, finalmente, a ritrovarsi.

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Giovedì 19 febbraio | h 19.00

Past Future Continuos – Gli uccelli del Monte Qaf (Firouzeh Khosrovani. Iran, Norvegia, Italia, 2025. 80’)

Interviene la regista Firouzeh Khosrovani

Un racconto poetico sull’esilio di Maryam, che osserva da lontano la casa della sua famiglia in Iran tramite videocamere: un viaggio tra passato e presente, nostalgia e radici perdute, sullo sfondo di un Paese irraggiungibile.
Maryam fugge dall’Iran a vent’anni, nascosta tra le pecore che attraversano le montagne verso la Turchia. La rivoluzione ha inghiottito i suoi amici, la famiglia la salva mandandola via per sempre. Dall’America, guarda i genitori attraverso videocamere tremolanti: un filo fragile con la sua terra. Quando la rete si spegne, si spezza anche il legame. Un racconto poetico di esilio, memoria e nostalgia, come il Monte Qaf: un ritorno impossibile, che vive solo nei sogni.

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In collaborazione con Zalab

Giovedì 26 febbraio | h 20.45

2000 metri ad Andrijvka (Mstyslav Chernov. Ucraina, 2025. 106’)
In occasione del quarto anniversario dell’inizio della Guerra in Ucraina

Mai abbiamo visto la guerra così vicina e così realistica: una testimonianza unica per comprendere la dinamica degli scontri bellici contemporanei e la situazione attuale del conflitto ucraino.
Nel 2023, durante una controffensiva destinata a fallire, il reporter Mstyslav Chernov segue una brigata ucraina tra gli alberi di una foresta trasformata in trincea. Un miglio di terra verso Andriivka, villaggio occupato dai russi, diventa un viaggio nell’anima della guerra. Con incredibili riprese sul campo delle bodycam dei soldati, emerge una verità straziante: più avanzano nella loro patria distrutta, più comprendono che per loro questa guerra potrebbe non finire mai. Una guerra di trincea, alla conquistra di pochi metri, con un numero di vittime enorme.

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In collaborazione con Wanted Cinema


Sabato 28 febbraio | h 16.30 ANTEPRIMA ASSOLUTA

Orcolat – Il racconto del terremoto del Friuli ’76 (Federico Savonitto. Italia, 2026, 92′)

Intervengono il regista Federico Savonitto e i produttori Marco Caberlotto e Lucio Scarpa

Un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi – tra cui Dino Zoff, Fabio Capello, Manuela Di Centa, Paolo Rumiz, Davide Toffolo e Tullio Avoledo – il film restituisce un mosaico emotivo di quel momento storico che ha segnato il territorio e la sua gente.
Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Lo sguardo del regista Federico Savonitto si apre a una dimensione internazionale, che parla non solo a chi quegli eventi li ha vissuti ma a un pubblico di tutte le età. Con le musiche di Elisa Toffoli, dei Tre Allegri Ragazzi Morti e di Lorenzo Commisso il film diventa un viaggio nella memoria e nella resistenza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

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In collaborazione con Kublai Film

Giovedì 5 marzo | h 20.45

The Life that Remains (Dorra Zarrouk. Egitto, Arabia Saudita, 2024. 79’)
La storia di una famiglia palestinese fuggita da Gaza, sospesa tra dolore, perdita e il desiderio di ritorno. Attraverso ricordi, immagini d’archivio e testimonianze, il film ritrae la resilienza di chi tenta di ricostruire un futuro dopo la fuga.
Una famiglia palestinese con otto figli fugge da Gaza tre mesi dopo l’inizio della guerra. Tra loro c’è Nadine, giovane madre di due gemelle nate dopo anni di attesa. Hanno perso casa, beni e affetti, lasciando un luogo amato, affollato e vivo. In Egitto sognano il ritorno, ma la distruzione di Gaza incombe come una seconda Nakba. Con la chiave della loro casa in mano, portano con sé memoria e nostalgia di un mondo che forse non rivedranno più.


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In collaborazione con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, Neda Day

Giovedì 12 marzo | h 20.45

Waking Hours (Federico Cammarata e Filippo Foscarini. Italia, 2025. 78’) Intervengono i registi


Un viaggio immersivo nella foresta balcanica, spazio reale e simbolico in cui un gruppo di passeur afgani vive nell’attesa di traghettare migranti oltre il confine: un racconto notturno di sospensione, pericolo e trasformazione.
Nella foresta della rotta balcanica, dove il visibile si dissolve, nasce un film che trasforma il bosco in corpo vivo e luogo di metamorfosi. Attorno al fuoco, presenze furtive si raccolgono mentre in lontananza rimbombano spari. Poco oltre, un muro di metallo segna l’inizio dell’Europa. Un clan di passeurs afgani attende chi deve attraversare, vagando in una notte senza fine. La foresta diventa confine, rifugio e soglia, spazio di smarrimento e speranza.

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In collaborazione con Luminalia

Giovedì 19 marzo | h 20.45

Film di Stato (Roland Sejko. Italia, 2025, 78’) Interviene il regista

Un’esplorazione attraverso materiali d’archivio della propaganda sotto il regime di Enver Hoxha: un viaggio nella costruzione del potere e nelle immagini che per decenni hanno definito e controllato la narrazione dell’Albania.
Per oltre quarant’anni l’Albania coincide con un solo volto: Enver Hoxha. Film di Stato attraversa quel regime usando le immagini che il potere ha creato per raccontare se stesso. Film di propaganda, archivi segreti, materiali inediti compongono un viaggio ipnotico dentro un paese isolato, dove il cinema era strumento di controllo. Oggi, quelle stesse immagini si ribellano e svelano crepe, silenzi, paure. Un racconto potente su come il potere costruisce la propria memoria e su ciò che, col tempo, non riesce più a nascondere.

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In collaborazione con Cinecittà – LUCE