Un debito di un milione di dollari con la mafia, appena 24 ore per restituirlo e una soluzione decisamente fuori dagli schemi: girare un film porno! È da questa premessa esplosiva che prende vita Let My Puppets Come, la folle commedia musicale diretta nel 1976 da Gerard Damiano, regista passato alla storia del cinema per Gola Profonda e The Devil in Miss Jones. A cinquant’anni dalla sua realizzazione, il film torna sul grande schermo in versione integrale e restaurata per una proiezione speciale a Cinemazero, giovedì 5 novembre alle 20.45, nell’ambito di un omaggio al suo autore.Opsiti in sala i figli del regista, Christar Damiano e Gerard Damiano Jr., che accompagneranno il pubblico alla riscoperta di un’opera tanto bizzarra quanto sorprendente.
Considerato un autentico film di culto, Let My Puppets Come è un musical a luci rosse che mescola attori in carne e ossa e pupazzi, parodia i grandi classici hollywoodiani e si diverte a smontare, con ironia dissacrante, i meccanismi dell’industria del cinema per adulti. Tra numeri musicali provocatori, situazioni surreali e apparizioni a sorpresa di alcune delle icone della cosiddetta Golden Age of Porn, il film spinge il gioco della trasgressione verso territori allora decisamente insoliti, dando vita a un’esperienza cinematografica ibrida e irriverente, in cui anche i burattini diventano protagonisti di situazioni esplicitamente provocatorie.
L’origine del progetto è legata all’incontro di Gerard Damiano con un gruppo di burattinai che, dopo aver lavorato ai massimi livelli nel cinema, nella televisione e nel teatro, aveva dato vita a una compagnia chiamata Kumquats. Il gruppo aveva creato uno spettacolo musicale audace, portato in scena nei cabaret gay del Greenwich Village. Damiano ne rimase colpito e intuì la possibilità di trasformarlo in un film capace di prendere di mira non soltanto il cinema per adulti, ma anche l’immaginario e le convenzioni della stessa Hollywood.
Come racconta Gerard Damiano Jr., nacque così «una commedia musicale scollacciata e ibrida, che mescola attori in carne e ossa e pupazzi e include cameo di star della “Golden Age of Porn”». Un’opera che, attraverso l’eccesso, la parodia e la contaminazione dei linguaggi, si sottrae a qualsiasi classificazione convenzionale e conserva ancora oggi una straordinaria capacità di sorprendere.