Martedì 20 gennaio Cinemazero propone un imperdibile doppio appuntamento con ospite Roy Menarini, tra i più autorevoli critici cinematografici italiani, per una serata dedicata al cinema contemporaneo e all’eredità di David Lynch.
Alle ore 18.00, presso SpazioZero (ingresso gratuito), Menarini presenterà il suo nuovo volume Il film nel XXI secolo, in dialogo con Paolo D’Andrea di Cinemazero.
Che cos’è un “film nel XXI secolo”? Come possiamo riconoscere l’identità del cinema dopo il 2000? Quanto è cambiata l’immagine del grande schermo nel nuovo millennio? Sono domande che attraversano il nostro presente, segnato dalla crisi delle sale e da una sovrabbondanza di stimoli mediali che sembrano assediare e confondere l’immaginario della Settima Arte.
Il libro di Menarini prova però a ribaltare l’idea di un tramonto dell’esperienza cinematografica. Al contrario, offre una vastissima mappa di titoli e autori che, negli ultimi venticinque anni, hanno rimesso in gioco il racconto e le forme del cinema. Ne emerge un universo ampio e pulviscolare, capace di reagire ai problemi sociali e geopolitici del presente creando nuove configurazioni culturali: più frammentarie rispetto al passato, ma non meno stimolanti e degne d’interesse per gli spettatori di oggi.
La riflessione prosegue in sala alle 20.45, quando lo stesso Roy Menarini presenterà Inland Empire di David Lynch. Il film più misterioso ed enigmatico del regista americano chiude idealmente la sua filmografia – anticipando al contempo il clamoroso ritorno di Twin Peaks – all’insegna di un rinnovato spirito indipendente e di una totale autonomia produttiva resa possibile dalla tecnologia digitale. Lynch firma soggetto, sceneggiatura, fotografia, montaggio e musiche, completando un cerchio iniziato decenni prima con Eraserhead.
“Affascinato dalle meraviglie della camera digitale” spiega Menarini “Lynch gira un film del tutto “aperto”: sceneggiatura in costruzione sequenza dopo sequenza, set sparsi tra America ed Europa, attori feticcio (Laura Dern) disposti a tutto per lui, e riflessione tenebrosa sulla settima arte. Se possibile, un film ancora più imprendibile e illogico degli altri, anche se – a ben vedere – un’opera esplicitamente sul cinema e sulla creazione, forse la più diretta che il cineasta abbia mai girato: un Effetto notte del delirio?”