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Il cinema di Andrzej Wajda

Quattro appuntamenti per riscoprire uno dei grandi maestri del cinema europeo. Da giovedì 12 novembre a giovedì 3 dicembre, Cinemazero presenta Immagini dalla tempesta: il cinema di Andrzej Wajda, un omaggio che attraversa la storia della Polonia del Novecento, dalla Seconda guerra mondiale agli anni dello stalinismo, fino alle atmosfere liriche ispirate all’opera di Iwaszkiewicz. Tutte le proiezioni si terranno di giovedì alle ore 21.00 e saranno precedute da un’introduzione in video a cura di studiosi ed esperti.

La rassegna si apre giovedì 12 novembre con Cenere e diamanti (Popiół i diament, 1958), introdotto da Francesco Pitassio. Nella Polonia del 1945, tra speranze, dilemmi esistenziali e disillusioni, due partigiani dell’Armia Krajowa tentano di assassinare il dirigente comunista Szczuka. Tra i film simbolo della “Scuola polacca” e tra i più amati da registi come Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, il capolavoro di Wajda torna sullo schermo nella versione restaurata presentata al Festival di Venezia 2026.

Giovedì 19 novembre è la volta de I dannati di Varsavia (Kanał, 1956), introdotto da Andrea Mariani. Durante l’Insurrezione di Varsavia, un gruppo di insorti cerca una via di fuga attraverso le fogne per raggiungere una zona non ancora controllata dai tedeschi. Ne nasce una discesa agli inferi claustrofobica, giocata sui forti contrasti tra bianco e nero, che trasforma il ventre della città in un labirinto d’angoscia esistenziale.

Giovedì 26 novembre Francesco Pitassio introduce L’uomo di marmo (Człowiek z marmuru, 1976), Premio FIPRESCI a Cannes nel 1978. La giovane regista Agnieszka indaga sulla storia di un muratore celebrato come eroe del lavoro nella Polonia stalinista, confrontandosi con le contraddizioni di un passato che il potere ha prima celebrato e poi cercato di cancellare. Uno dei film più celebri di Wajda, di forte impegno civile e politico, tra cinema d’inchiesta e riflessione sul potere delle immagini.

La rassegna si chiude giovedì 3 dicembre con Le signorine di Wilko (Panny z Wilka, 1979), candidato all’Oscar come miglior film straniero e introdotto da Emiliano Ranocchi. Afflitto dalla morte di un amico, Wiktor si ritira per un periodo di riposo nella campagna di Wilko, dove da giovane visse momenti intensi in una casa abitata da cinque sorelle. Esaltato dalla fotografia di Edward Kłosiński, è il secondo dei film “lirici” di Wajda ispirati all’opera di Iwaszkiewicz.

La rassegna è realizzata in collaborazione e con il sostegno dell’Istituto Polacco di Roma, in occasione della 14ª edizione del CiakPolska Film Festival (Roma, 10-22 novembre 2026), e con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone e Comune di Udine.