Anche quest’anno Cinemazero è protagonista di Pordenonelegge, con un programma che dal 17 al 20 settembre attraversa cinema, poesia, letteratura, fotografia, teatro, musica e memoria, portando in diversi luoghi della città incontri, film e protagonisti della cultura contemporanea. Un percorso ricco e articolato, nel quale il cinema diventa ancora una volta uno spazio privilegiato per incontrare storie, autori e linguaggi diversi.
Si parte giovedì 17 settembre alle 18.00, con l’appuntamento “Poesia Doc. Lingua mater”, alla presenza in sala del regista Massimo Garlatti-Costa. Il documentario, della durata di 54 minuti, conduce lo spettatore in un viaggio attraverso gli oceani alla ricerca del legame profondo che unisce le persone alle proprie lingue d’origine. La lingua madre non è infatti soltanto il primo linguaggio appreso, ma racchiude tradizioni, memoria, identità e visioni del mondo ereditate da una comunità. Lingua mater ne esplora la dimensione più intima e universale, trasformando la lingua in una porta d’accesso alle storie e alle radici delle persone.
Il giorno successivo, venerdì 18 settembre alle 18.00, sempre nell’ambito di Poesia Doc, sarà la volta di In gran segreto. Un racconto familiare su Giorgio Bassani, con il regista Toni Trupia in sala. Il documentario ricostruisce la vita, il pensiero e la poetica dell’autore de Il giardino dei Finzi-Contini attraverso lo sguardo dei suoi due figli, Enrico e Paola. Tra fotografie, strade, case e luoghi della memoria, i due attraversano l’esistenza del padre in un viaggio che tocca Ferrara, Bologna e Roma, restituendo una dimensione familiare e insieme letteraria alla figura di Bassani. Un racconto di 110 minuti che diventa anche una riflessione sul rapporto tra memoria, luoghi e identità.
Sempre venerdì 18 settembre, alle 16.30, a spazioZero, sarà invece protagonista Pasolini con I Turcs tal Friùl di Pier Paolo Pasolini. 50 anni di storia, teatro, musica, lingua. Luca Giuliani e Roberto Calabretto accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia di un’opera che Pasolini considerava la sua più bella scritta in friulano. Composta nel 1944 e rimasta a lungo nel cassetto dopo l’uccisione del fratello Guido nell’eccidio di Porzûs, I Turcs tal Friùl arriva sulla scena nel 1976, nei drammatici mesi del terremoto. Da allora il testo è stato ripreso e riletto, fino alla nuova messinscena di Alessandro Serra. Il volume presentato nell’incontro ricostruisce cinquant’anni di storia dell’opera e le tre principali regie attraverso una ricca documentazione inedita e un apparato storico-critico, intrecciando teatro, lingua, musica e memoria.
La poesia torna al centro sabato 19 settembre alle 17.00, con l’incontro “L’Ulisse. Poesia, fotografia e post-fotografia”, a spazioZero, insieme a Italo Testa e Francesco Deotto. Dalla nascita della fotografia fino all’epoca dell’intelligenza artificiale, immagini e scrittura hanno continuato a incontrarsi, modificando il nostro modo di costruire memoria, identità e immaginario. A partire dal numero XXVII della rivista L’Ulisse, l’appuntamento propone una riflessione sul dialogo tra poesia e fotografia, tra sperimentazione artistica, pensiero critico e nuove forme di relazione tra parola e immagine.
Nella stessa giornata, sabato 19 settembre alle 16.30, alla Mediateca Cinemazero, Roberto Calabretto e Gian Mario Villalta saranno protagonisti di Filò, cinquanta anni dopo. Zanzotto: il cinema, la musica, il dialetto, un incontro dedicato ad Andrea Zanzotto e al suo rapporto con Federico Fellini. Tutto nasce da una richiesta del regista, datata luglio 1976, per un contributo del poeta ad alcune scene del Casanova. Da quell’invito prende forma un’esperienza che porta Zanzotto a confrontarsi profondamente con il dialetto, la poesia e la musica, aprendo una nuova stagione della sua ricerca poetica. L’incontro è realizzato in collaborazione con Fondazione Casa Paterna di Andrea Zanzotto.
Il percorso di Cinemazero a Pordenonelegge si conclude sabato 19 settembre alle 19.00 al PalaFumetto, con Francesco Piccolo, che sarà presentato da Paolo Antonio D’Andrea. Al centro dell’incontro, una figura amatissima del cinema italiano: Antonio De Curtis, raccontato nel crepuscolo della sua vita, tra la cecità degli ultimi anni, il mancato riconoscimento della critica e un profondo senso di fallimento nonostante l’immenso affetto del pubblico. Il racconto si concentra anche sul suo incontro con Pier Paolo Pasolini, un legame creativo capace di aprire al grande comico napoletano una nuova stagione d’autore e di rivelarne, oltre la maschera, la straordinaria umanità.
A chiudere idealmente il programma cinematografico sarà infine domenica 20 settembre alle 18.00, con Un poeta, il film di Simón Mesa Soto, vincitore del Premio della Giuria a Cannes nel 2025. Una commedia drammatica che interroga il rapporto tra talento e riconoscimento e mette in discussione un sistema culturale che spesso celebra l’arte rischiando di tradirne lo spirito più autentico. Attraverso il tema del fallimento, il film diventa una riflessione sul senso stesso dell’arte e sulle contraddizioni del mondo culturale.