Giovedì 4 giugno alle ore 20.45, Cinemazero ospiterà la proiezione del documentario Il Doge – Ritratto di una redenzione, intenso racconto di vita, crimine e rinascita dedicato alla vicenda umana di Giampaolo Manca. Al termine della proiezione sarà presente in sala lo stesso protagonista per incontrare il pubblico e condividere la propria testimonianza.
Conosciuto negli ambienti della criminalità veneta con il soprannome di “Il Doge”, Giampaolo Manca è stato uno dei personaggi più noti della Mala del Brenta. La sua storia criminale inizia giovanissimo, a soli 17 anni, con il furto dei dipinti di Bellini e Vivarini custoditi nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia, luogo simbolico dove riposano i Dogi della Serenissima. Un gesto che gli valse il soprannome destinato ad accompagnarlo per tutta la vita e il rispetto di molti criminali dell’epoca.
Dietro la figura del bandito si nasconde però una storia familiare segnata dalla violenza e dalla paura. I suoi primi reati furono una forma di ribellione al clima di terrore imposto dal padre a lui e al fratello gemello Fabio. La svolta definitiva arrivò con la morte del suo migliore amico e complice, Silvano Maistrello, conosciuto come “Kociss”, ucciso dalla polizia. Da quel momento Manca scalò rapidamente i ranghi della criminalità organizzata, diventando un boss e costruendo una reputazione che avrebbe superato perfino quella del suo celebre amico.
Il documentario ripercorre una vita trascorsa tra furti, rapine, carcere e solitudine. In totale, Giampaolo Manca ha scontato 36 anni, 8 mesi e 2 giorni di detenzione, di cui 12 anni in isolamento. Proprio durante la prigionia maturò una profonda riflessione interiore, culminata in una promessa fatta a Dio: se il fratello Fabio fosse sopravvissuto al cancro, avrebbe abbandonato per sempre la criminalità.
Oggi Giampaolo Manca è un uomo libero che cerca ogni giorno di mantenere quella promessa, dedicandosi all’aiuto delle persone in difficoltà e confrontandosi con il peso delle proprie responsabilità. Una testimonianzache interroga il pubblico sul significato della colpa, del perdono e della possibilità di cambiare.
Il Doge – Ritratto di una redenzione è il racconto di una vita estrema, ma soprattutto di un percorso umano che invita a riflettere sul valore della redenzione e sulla forza delle seconde possibilità.