Una tragedia antica, una lingua che diventa poesia, una comunità chiamata a confrontarsi con la distruzione e con la propria capacità di resistere. La prima nazionale di I Turcs tal Friùl è stata un successo di pubblico e di critica. Ora l’opera scritta da un giovane Pier Paolo Pasolini nel 1944, nella nuova messa in scena firmata da Alessandro Serra, torna in scena con tre nuove date in regione. Martedì 20 ottobre alle 20.45 sarà al Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli. Mercoledì 21 ottobre, alla stessa ora, arriverà al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, il paese della madre di Pasolini e il luogo dove è ambientata la tragedia. Giovedì 22 ottobre, sempre alle 20.45, chiuderà al Teatro Sociale di Gemona del Friuli, uno dei luoghi simbolo del terremoto e della ricostruzione.
A ottant’anni dalla sua scrittura e nel cinquantesimo anniversario del sisma del 1976, lo spettacolo è il cuore del progetto di Cinemazero “I Turcs tal Friùl 1976–2026: 50 anni dopo il terremoto”, curato da Luca Giuliani e Roberto Calabretto. Il progetto unisce teatro, cinema, musica e memoria e usa l’opera di Pasolini per rileggere il rapporto tra comunità, identità, perdita e ricostruzione. Il testo si ispira alla più antica tragedia dell’Occidente, I Persiani di Eschilo. Racconta l’invasione ottomana del Friuli del 1499 attraverso la comunità di Casarsa e i due fratelli Pauli e Meni. Pauli resta in paese, mentre il fratello minore va incontro alla morte. Da una parte c’è una cultura cattolica della rassegnazione, dall’altra la voce di un popolo che reagisce alla distruzione. In questo contrasto I Turcs sembra anticipare una delle immagini più forti del Friuli dopo il terremoto: una comunità che il giorno dopo il sisma conta le pietre e comincia a ricostruire.
«I Turcs tal Friùl è una tragedia», spiega Alessandro Serra. Pasolini la scrisse in una lingua imparata da adulto, «ascoltando i contadini, vocabolario alla mano». Secondo il regista è una lingua «non fonetica ma poetica e perciò, in qualche modo, musicale». Pasolini indica un’ambientazione, ma non costruisce uno spazio teatrale e non stabilisce musica o danza.
In occasione delle tre serate sarà in vendita il volume “I Turcs tal Friùl 1976–2026: 50 anni dopo il terremoto”, curato da Luca Giuliani e Roberto Calabretto. È il libro che accompagna il progetto di Cinemazero e approfondisce l’opera e la sua eredità.
Lo spettacolo è una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, con Teatri Stabil Furlan e Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Ha il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Confindustria Udine e Banca 360 FVG e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. È realizzato in collaborazione con Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia, ERT – Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, Comune di Casarsa della Delizia e Comune di Gemona del Friuli.