Un grande classico del cinema torna sul grande schermo nella versione più vicina possibile alle intenzioni del suo autore. Da lunedì 5 a mercoledì 7 ottobre, Cinemazero propone L’infernale Quinlan (Touch of Evil) di Orson Welles, in versione restaurata e in lingua originale con sottotitoli italiani, distribuita dalla Cineteca di Bologna.
Tra i film più celebri e travagliati della filmografia di Welles, L’infernale Quinlan è oggi considerato uno dei grandi capolavori del cinema noir. Un’opera cupa e visionaria, ambientata lungo il confine tra Messico e Stati Uniti, dove le distinzioni tra bene e male si fanno sempre più sfumate e il mondo dei trafficanti di droga diventa lo scenario di una storia dominata da corruzione, ossessione e ambiguità.
Il film è entrato nella storia del cinema già a partire dai suoi primi minuti, grazie a uno dei piani-sequenza più celebri di sempre: una lunga inquadratura senza stacchi che attraversa diversi ambienti, segue i personaggi e accompagna l’azione fino all’esplosione di una bomba. Una complessa prodezza tecnica e narrativa che Welles considerava tra le riprese più costose della sua carriera e che ancora oggi rappresenta una straordinaria dimostrazione della sua libertà e inventiva cinematografica.
Ma L’infernale Quinlan è anche un film profondamente legato alla figura del suo autore. Welles interpreta il detective Hank Quinlan, uomo tormentato e corrotto, mentre accanto a lui compare Marlene Dietrich, sua storica amica, nel ruolo di Tanya, tenutaria di un bordello e figura enigmatica capace di muoversi sul confine tra i diversi mondi del film. La sua presenza, apparentemente marginale, assume un peso fondamentale nel racconto e contribuisce a costruire quell’atmosfera sospesa tra fatalismo, violenza e decadenza che attraversa l’intera opera.
Dietrich e Welles si conoscevano da tempo, dai giorni in cui entrambi si esibivano per le truppe, e il loro rapporto di amicizia si riflette anche nella libertà con cui l’attrice affronta il personaggio di Tanya. Una presenza che, pur relegata a un ruolo secondario, diventa una delle figure più memorabili del film.
L’infernale Quinlan fu inoltre l’ultimo film americano diretto da Welles, prima che il regista proseguisse la propria attività prevalentemente in Europa, anche a causa dei profondi contrasti con il sistema degli studios e delle limitazioni imposte al suo lavoro.
Il ritorno in sala acquista un significato particolare grazie alla versione ricostruita nel 1998. Il lavoro di restauro e ricostruzione si basa infatti sulle 58 pagine di appunti lasciate da Welles dopo aver visionato una versione del montaggio realizzata senza il suo controllo definitivo. Il regista aveva indicato con precisione le proprie volontà in merito a ritmo, inquadrature, montaggio e struttura del film, offrendo così le coordinate per restituire all’opera una forma più vicina alla sua visione originale.